Risposte di Laura Ballestra alle domande proposte
candidata al CER Lombardia
[pubblicato il 31-01-2005]
-> Rapporti istituzionali. Come si pensa di garantire l'autonomia dell'Aib, la trasparenza, l'indipendenza dai poteri forti, in particolare nel caso della campagna contro il prestito a pagamento in cui questi poteri potrebbero facilmente premere verso una soluzione al ribasso?
L’AIB deve mantenere e incrementare i rapporti istituzionali con le strutture pubbliche e le associazioni delle altre categorie in modo trasparente e aperto, riconoscendo agli altri il diritto di difendere posizioni diverse, ma mai rinunciando alla propria indipendenza di giudizio. I candidati e soprattutto gli eletti negli organi dell’AIB dovrebbero sottoscrivere un impegno ad evitare qualsiasi situazione in cui si possano creare dei conflitti di interesse.
-> Rapporti internazionali. Nel caso della campagna contro il prestito a pagamento e' decisiva una forte unita' tra i bibliotecari dei paesi interessati, e, se possibile, tra tutti i bibliotecari europei (compresi quelli dei paesi di nuovo ingresso, nella maggioranza dei quali il prestito NON e' a pagamento). E' importante arrivare a prese di posizione e documenti comuni. Cosa si pensa di proporre per impegnare la futura Aib in questa direzione?
L’impegno dell’Associazione deve essere in due direzioni:
porre il problema del mantenimento e della diffusione del prestito gratuito a livello dell’IFLA e delle altre organizzazioni internazionali;
aderire, facendosi anche promotore, a tutte le iniziative per difendere il prestito gratuito nelle cause per infrazione che la Commissione Europea promuova contro stati membri e anche per arrivare a modificare le norme comunitarie che hanno generato questi problemi.
-> Studi di settore. Come l'Aib vorra'/dovra'/potra' incrementare il lavoro teorico e scientifico sul prestito a pagamento e sul diritto d'autore (anche con il contributo di esperti esterni), decisivo per vincere la sfida? Anche la direttiva 29/2001 porra' grossi problemi di applicazione alle biblioteche. Siamo di fronte quindi non solo a una campagna su un singolo tema (il prestito a pagamento) ma a un'offensiva di lungo periodo. Cosa dicono/pensano su cio' i candidati al CEN?
Io mi candido al CER Lombardia, ma come ho spiegato più sopra il lavoro di indagine e di ricerca, secondo me, è indispensabile anche a livello regionale se si vuole essere più efficaci in questo frangente, più preparati quando sorgeranno problemi analoghi e soprattutto per fare in modo che in futuro chi decide abbia di fronte a sé un patrimonio di conoscenze sul valore delle attività delle biblioteche che impedisca di adottare misure dirompenti per un sistema tanto prezioso.
-> La comunicazione. La forte accelerazione in visibilita' sociale delle biblioteche ottenuta dopo il 21 febbraio 2004 e' stata in gran parte dettata dall'adozione di tecniche di comunicazione telematica. Si puo' fare tesoro di questa esperienza? E' stata o no, quella della campagna contro il prestito a pagamento, una grande (e forse una delle prime in Italia) occasione di advocacy? Come si intende proseguirla?
La comunicazione è un fattore indispensabile per il successo della strategia di valorizzazione delle biblioteche. I bibliotecari sono stati molto efficaci nell’impadronirsi delle tecnologie di Internet, possono sicuramente sfruttarle a fondo anche per presentare meglio le proprie ragioni.
Non dobbiamo però tralasciare di sviluppare meglio i nostri rapporti con i media. Troppo spesso i giornalisti ignorano la vera realtà delle biblioteche e si basano su luoghi comuni per giudicare il nostro ruolo e l’importanza che l’accesso libero all’informazione rappresenta per la crescita culturale, sociale ma anche economica del paese. Dobbiamo pensare non solo a fare ma anche a far conoscere il valore di ciò che facciamo.
-> Le azioni di accordo e raccordo con le biblioteche. Senza nulla concedere a una visione dualistica e polarizzata della campagna (le istituzioni da una parte e "il movimento" dall'altra) non c'e' dubbio che in questa occasione molti bibliotecari si sono espressi e mobilitati, com'era giusto, anche al di fuori e oltre la cornice dell'associazione professionale. Come viene valutata questa situazione e che tipo di sviluppo si pensa possa avere?
L’Associazione non deve mai pensare di essere l’unico soggetto in grado di rappresentare i bibliotecari. E’ necessario che su singoli temi si creino gruppi di pressione che raccolgono le energie di chi è disposto ad un impegno particolare. L’Associazione deve lavorare con questi gruppi, riconoscendone il valore e l’apporto indispensabile. La politica dell’Associazione deve essere di attenzione e di collaborazione tra soggetti che apportano contributi di pari valore e la cui indipendenza è a sua volta un valore.
E infine:
-> chi sara' eletto intende impegnare AIB, prioritariamente, nel finanziamento e cofinanziamento di iniziative di ricerca sul tema del valore sociale, economico e culturale delle attivita' delle biblioteche ed in particolare del prestito e della diffusione gratuita di documenti ed informazioni?
Il mio impegno in NOPAGO, il documento che ho presentato un anno fa e la prima parte di questa e-mail stanno a dimostrazione della mia convinzione dell’importanza della ricerca sul valore sociale, economico e culturale delle attivita' delle biblioteche. Sono convinta che l’Associazione debba impiegare risorse anche finanziarie per promuovere e sviluppare queste ricerche.
Sono consapevole che i costi sono molto alti e che le risorse dell’Associazione non bastano, ma se vogliamo convincere altri ad investire dobbiamo mostrare che anche noi siamo disposti a farlo.
Laura Ballestra
Biblioteca Mario Rostoni
Università Carlo Cattaneo - Castellanza (Varese)
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