Giuliana Zagra
Intervento su Iniziative contro il prestito a pagamento apparso sulla lista AIB-CUR. Gruppo di discussione dei bibliotecari italiani
[12-1-2005]
Ho considerato sin da subito la campagna "non pago di leggere"
un'iniziativa importante e significativa, da analizzare e da prendere ad
esempio per l'Associazione a dimostrazione di come si possa - a fronte
di temi importanti e centrali non solo per la professione ma per
l'intera società civile - mobilitarsi, creare un movimento d'opinione,
acquistare visibilità e sensibilizzare i cittadini. Tra l'altro - una
delle copertine di Aibnotizie 2004 (febbraio) si incentra sullo slogan
"Non pago di leggere" legandosi alla campagna "alla tua biblioteca" (per
inciso delle copertine 2004 di Aibnotizie tratterà prossimamente anche
la newsletter dell'ALA), oltre allo spazio dedicato all'argomento
all'interno della rivista.
Sono convinta che i temi e l'esperienza di "Non pago di leggere"
dovranno entrare senz'altro all'interno di una campagna più complessiva
di advocacy delle biblioteche italiane che dovrebbe costituire la linea
di azione portante del prossimo triennio, con l'obbiettivo di creare un
grosso movimento di opinione e di sostegno a favore delle biblioteche.
Un movimento trasversale che potrà avere l'effetto di rivitalizzare
l'associazione, far affluire nuova linfa, in termini di idee di
iniziative e di alleanze. Per inciso e a proposito di trasversalità -
considero l'esperienza di "Nati per leggere" un altro esempio
significativo proprio per questa capacità di coinvolgere soggetti e
categorie sociali diverse - i genitori, gli insegnanti, i pediatri ecc.
Detto questo devo anche aggiungere che ho delle perplessità circa il
metodo di approccio e per questa ragione non rispondo punto per punto:
la serie di domande complesse e circostanziate che vengono sottoposte ai
candidati fanno pensare quasi a una sorta di test pregiudiziale - a cui
subordinare la preferenza - per altro inevitabilmente viziato in
partenza dal clima elettoralistico: abbiamo assistito a ben altre
campagne elettorali dove si prometteva di tutto, di più...
Il programma "politico" dell'associazione non può essere la somma delle
dichiarazioni programmatiche dei singoli candidati, tutt'altro. In
realtà credo che noi dovremo lavorare per un CEN che - in quanto organo
collegiale - sia in grado di esprimere un programma che sia il più
possibile:
- risultato della ricezione di ciò che viene dalla base e della
circolazione di idee e di iniziative,
- capace di mettere in atto azioni in grado di dare voce al maggior
numero di soggetti,
- condotto nella massima trasparenza e chiarezza.
In tutto questo ritengo indispensabile vada conservata una dialettica
sana, evitando il più possibile le contrapposizioni e gli ideologismi,
una dialettica che pur nel rispetto della varietà delle opinioni
consenta di porsi unitariamente verso l'esterno perché - e credo che
molte lezioni ce lo abbiano insegnato - la cooperazione e la compattezza
rendono l'associazionismo credibile e forte.
Un saluto cordiale
Giuliana Zagra
Candidata al CEN dell’AIB
12 gennaio 2005
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