Stefano Parise, Claudio Gamba, Vanni Bertini
Risposta alle domande ai candidati Aib sul prestito a pagamento
[pubblicato il 6-1-2005]


Come candidati alle prossime elezioni per il CEN, che si riconoscono nelle comuni posizioni espresse dalla piattaforma programmatica "L'AIB che vogliamo", rispondiamo volentieri alla sollecitazione degli amici di NoPago.

In linea di principio ci sembra che la questione non richieda particolari elaborazioni concettuali: l'introduzione del diritto di prestito in biblioteca è da rigettare con decisione perché lede in maniera sostanziale il diritto d'accesso all'informazione e alla lettura, è in contrasto con la mission della biblioteca, rischia di incidere negativamente sullo sviluppo dei servizi di pubblica lettura nel nostro paese.

L'AIB su questo dev'essere categorica: i principi non sono negoziabili. Questa posizione deve essere sostenuta su tutti i tavoli istituzionali, con tutti gli interlocutori possibili, in Italia e all'estero. Ciò non significa che le biblioteche vogliano essere lesive degli interessi di scrittori ed editori, anzi e' dimostrato che un servizio di pubblica lettura efficace fa da traino anche alle vendite di libri: chi legge in biblioteca, legge anche a casa, e compra piu' libri. Le biblioteche non si contrappongono alla "catena" commerciale del libro (autori, editori, librai), chiedono tuttavia che sia riconosciuto il contributo che recano (in termini di fatturato, promozione del prodotto editoriale, diffusione della lettura) a tale circuito.

Più articolato ci pare invece il discorso sulle strategie da adottare, che devono essere vagliate con lucidità e realismo, ovvero alla luce di una valutazione attenta ai rapporti di forza in gioco e agli scenari globali, che evolvono verso la restrizione dei diritti d'accesso alle fonti informative.

In primo luogo è necessario aver sempre presente che questa battaglia, combattuta all'interno dei confini nazionali, è persa in partenza: l'AIB deve contribuire a saldare un fronte europeo di contrasto all'introduzione del prestito a pagamento promuovendo una rete di relazioni e contatti con i soggetti (associazioni professionali, gruppi di pressione) che si battono per ottenere i medesimi risultati, sviluppando un'agenda comune, azioni coordinate che diano ampia visibilità alle iniziative del fronte NoPago.

Secondariamente, bisogna sviluppare una decisa azione di lobbying nei confronti delle istituzioni politiche tesa a far conoscere la posizione dell'associazione sul tema; su questo terreno l'AIB dovrà necessariamente dotarsi di strumenti d'analisi (ricerche, studi di settore, statistiche, indagini e quant'altro) a sostegno della propria posizione. Si tratta, in fin dei conti, di giocare senza timori reverenziali sullo stesso terreno dei gruppi d'interesse che premono in direzione opposta (AIE, in particolare), ribattendo colpo su colpo. Questo è uno snodo delicato perché rimanda al tema - centrale per il prossimo CEN - del rinnovamento delle strutture operative dell'associazione. In questa prospettiva crediamo si debba valutare la possibilità di creare un "ufficio studi" sul modello di quello dell'AIE (così come suggerito qualche settimana fa da Giuseppe Vitiello) a supporto dell'azione politica dell'AIB. L'Ufficio studi potrebbe costituire un completamento delle Commissioni lavorando a più stretto contatto con il CEN e in modo più unitario. Le sue attività troverebbero quindi canali di finanziamento già previsti nelle attuali logiche di bilancio AIB. Nella campagna sul prestito a pagamento, così come in altre iniziative analoghe, dovrà essere prevista una struttura forte di azione e rappresentanza con gli altri Enti. Pensiamo in particolare al ruolo primario che dovrà avere il futuro Presidente, che sarà chiamato ad occuparsi di questi aspetti in prima persona. Il presidente dovrà essere coadiuvato attivamente da almeno un membro del CEN, incaricato espressamente, e dal Segretario nazionale, che dovrà svolgere un ruolo fondamentale, prima di tutto organizzativo, per il funzionamento delle iniziative.

In terzo luogo, il raccordo fra "movimento" e biblioteche. A noi pare che in occasione della campagna della scorsa primavera si fosse saldato in maniera naturale e spontanea un fronte comune fra biblioteche (pubbliche, soprattutto) e bibliotecari. C'è stata la netta percezione della necessità di contrastare un provvedimento che avrebbe in ogni caso penalizzato sia gli enti titolari delle biblioteche sia chi vi opera. Le divisioni sono sopraggiunte dopo, probabilmente per via di un deficit di direzione politica e per problemi organizzativi che però la dicono lunga sui limiti dell'azione dell'AIB, che non è stata in grado, in quel frangente, di garantire una solida sponda istituzionale al "movimento" (chiamiamolo così, per semplificare). E' mancato il raccordo fra le iniziative della base e l'azione politica dell'associazione. Un errore da non ripetere.
Questo non significa che l'AIB debba irregimentare ogni iniziativa contro il prestito a pagamento; al contrario, deve saperle polarizzare, sostenere, indirizzare grazie a una strategia chiara e condivisa. E, piu' generalmente, l'AIB non puo' essere "assente", da questa come da ogni altra questione che riguardi le biblioteche e i bibliotecari in Italia.

Infine, un accenno alla comunicazione. La campagna NoPago ha avuto il merito indiscusso di accendere i riflettori dei media, dimostrando che anche in questo paese si può parlare di biblioteche a un pubblico vasto e non specialistico. Abbiamo avuto una grande occasione di imporre all'attenzione dell'opinione pubblica il valore prodotto dalle biblioteche, che non si misura solo in documenti disponibili o in transazioni effettuate, né tanto meno in edizioni della CDD tradotte o manuali di biblioteconomia pubblicati, ma soprattutto in funzione del loro ruolo sociale e di promozione culturale, e ancor di più sulla percezione di utilità che i cittadini consolidano solo laddove esse sono in grado di rispondere concretamente alle esigenze di informazione, documentazione e studio.
La festa è durata poco, perché come sappiamo i media nazionali si distraggono facilmente, se non li si sollecita. Per fare questo serve una strategia che miri a mantenere aperti i canali di comunicazione, vivo il contatto con le redazioni, continuo il passaggio di messaggi centrati sull'attività delle biblioteche, sul loro ruolo, sui servizi che offrono; ma ancora di più - tornando alla campagna - sul fatto che la battaglia condotta dai bibliotecari italiani è una battaglia a favore dell'interesse collettivo, perché mira a tutelare un diritto fondamentale.

Questo, a nostro parere, è lo scenario, questi gli impegni per il prossimo CEN

Stefano Parise, Claudio Gamba, Vanni Bertini
Candidati al CEN dell’AIB

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