Rosa Maiello
Risposta alle domande ai candidati Aib sul prestito a pagamento
[pubblicato il 9-1-2005]


Sono assolutamente e incondizionatamente per la totale gratuita' del prestito in biblioteca. Questa posizione- che e', peraltro, quella espressa dall'AIB nel documento del febbraio 2004 (cfr. http://www.aib.it/aib/cen/prestitoa.htm)- fa parte di una cruciale battaglia di civilta' che deve vedere alleati tutti i soggetti che la condividono, puntando a estendere la rete di alleanze, nel contesto nazionale e internazionale, a partire dalla consapevolezza comune che dalle politiche del copyright e dai meccanismi di controllo sui sistemi di trasferimento dell'informazione (come non ricordare, ad esempio, le implicazioni del prossimo appuntamento a Tunisi del World Summit on Information Society? Cfr. http://www.itu.int/wsis/) dipendono non solo la quantita' e la diffusione, ma anche la qualita' e la liberta' stessa della conoscenza diffusa.

Quella a favore della gratuita' del prestito in biblioteca e', tra l'altro, l'unica presa di posizione coerente con l'obiettivo strategico dell'Economia della conoscenza che l'UE ha adottato dal 2000 (cfr. http://europa.eu.int/scadplus/leg/it/cha/c10241.htm): "Per consentire alle persone che fanno il proprio ingresso sul mercato del lavoro di diventare soggetti attivi nell'economia della conoscenza, occorre che il loro livello d'istruzione sia sufficientemente elevato". Come si puo' garantire questo se s'impongono restrizioni a strutture come le biblioteche, che appunto servono a supportare la formazione e l'autoformazione?

Quella contro il prestito a pagamento nelle biblioteche e', per giunta, una presa di posizione vantaggiosa per lo stesso sviluppo dell'editoria nazionale: a fronte di facili introiti nell'immediato, nel medio periodo l' imposizione di tariffe agli utenti o di quote forfetarie agli enti non potrebbe che determinare un calo generalizzato negli acquisti. E' dove le biblioteche hanno risorse tali da attrarre il pubblico e le mettono a frutto, che i lettori (e gli acquirenti) aumentano.

Quanto al metodo da seguire, su un tema cosi' ampio non esiste *il* metodo, ma una pluralita' di approcci e strategie parziali, come molteplici sono gli attori individuali e/o collettivi e le esperienze che s'incontrano e convergono sullo stesso fine. Senza protagonismi e nel rispetto dell' autonomia dell'altro.

L'AIB, quale organizzazione rappresentativa del mondo bibliotecario italiano, ha un ruolo determinante, ancorche' non esclusivo, da giocare:

(a) sul piano dell'attivita' di analisi ed elaborazione sulle dinamiche politiche, economiche, tecnologiche, della produzione e del trasferimento di contenuti scientifici e culturali da un lato e su quelle dei comportamenti dell'utenza dall'altro, allo scopo di promuovere e sostenere tutte le azioni possibili per favorire l'estensione dell'accesso pubblico alla conoscenza e lo sviluppo di modelli decentralizzati e partecipati di gestione dei contenuti;
(b) sul piano dei rapporti nazionali e internazionali con i soggetti impegnati in attivita' affini, allo scopo di promuovere iniziative congiunte e avviare percorsi e piattaforme comuni;
(c) sul piano dei rapporti con le istituzioni nazionali e internazionali, per favorire le politiche e le soluzioni normative a sostegno della diffusione dei saperi;
(d) sul piano dei rapporti con gli autori e gli editori, allo scopo di spostare il discorso sulle iniziative a sostegno della produzione culturale su un terreno diverso da quello delle tariffe imposte ai servizi bibliotecari (un buon esempio di questa strategia e' il Manifesto AIB per la lettura, cfr. http://www.aib.it/aib/congr/c51/letturam.htm).

Come puo' esercitare questo ruolo? Sicuramente rafforzandosi e presentandosi unita e credibile all'esterno. Ma soprattutto mettendosi in ascolto, stimolando il concorso delle idee, specialmente (ma non solo) da parte dei soci, e sviluppando competenze e/o valorizzando quelle gia' esistenti: ce ne sono. Da cio' potranno scaturire, tra l'altro, anche le forme operative di volta in volta piu' appropriate per le azioni da intraprendere, da quelle relative alla comunicazione a quelle relative all'analisi, da quelle relative alla cooperazione con le biblioteche, con gli utenti, con le associazioni e con i gruppi di pressione, a quelle relative alle trattative con le istituzioni governative e intergovernative. Sara' in ogni caso prezioso il coinvolgimento delle Sezioni, delle Commissioni e dei Gruppi di lavoro.

A proposito della dialettica istituzione/movimento, a titolo di esempio vorrei far riferimento al caso che conosco meglio, quello delle biblioteche di universita', che con il pagamento delle quote forfetarie per le fotocopie in biblioteca si sono distinte, nel passato triennio, per essere state i principali "contribuenti" di SIAE e AIE, in forza di un accordo applicativo *in peius* della L. 148/2000, che la CRUI avrebbe fatto meglio a non firmare.
Sicche' mi sono infinitamente rallegrata della netta posizione assunta invece in tema di prestito a pagamento il 6 maggio scorso dalla stessa CRUI (cfr. http://www.aib.it/aib/cen/prestito0405.pdf). E se penso anche a un' altra recente iniziativa della Commissione Biblioteche della CRUI, quella di promuovere la sottoscrizione della Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica da parte dei rettori delle universita' italiane (iniziativa culminata nella dichiarazione di Messina, cfr. http://www.aepic.it/conf/index.php?cf=1), sapendo che anche dietro quest' iniziativa c'e' il lavoro sommerso, ma sodo e tenace, di tanti bibliotecari disinteressati e scrupolosi, dentro e fuori la Commissione stessa, non posso che concludere che ancora una volta i fatti confermano che una intelligente attivita' di interlocuzione con le istituzioni e' necessaria e preziosa quanto lo sono i movimenti, e qualche volta puo' "fare la differenza".

E pero' l'interlocuzione con le istituzioni non porta da nessuna parte, se a supportarla non c'e' un forte movimento di opinione e di pressione ("perche' le istituzioni sono nulla / se hanno perso la forza fanciulla / delle rivoluzioni", diceva un poeta).

Il valore di iniziative come No pago sta nella capacita' di elaborare strategie creative di comunicazione in grado di suscitare attenzione e partecipazione attiva da parte dei cittadini, e la partecipazione attiva e vigile dei cittadini e' condizione per incidere sui processi politici e normativi e per spostare in avanti l'orizzonte democratico della collettivita'.

Per quanto riguarda le garanzie d'imparzialita' e d'indipendenza dell'azione dell'Associazione, abbiamo uno statuto, un codice deontologico, una struttura basata su organi elettivi decisionali e di controllo, tale da garantire collegialita' e verifica di qualunque decisione, una lista di discussione pubblica. Le regole che abbiamo possono certamente essere rivedute e se necessario migliorate, ma sta di fatto che ci sono, e ci sono gli strumenti per farle applicare. Ma al di la' delle regole, in tutti i modi possibili bisogna stimolare la partecipazione attiva dei soci e confrontarsi, lavorare insieme con le espressioni piu' avanzate della societa' civile.

Rosa Maiello
Candidata al CEN dell’AIB

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