Mauro Guerrini
Risposta alle domande ai candidati Aib sul prestito a pagamento
[pubblicato il 31-12-2004]



La campagna contro l'introduzione di una tassa sul prestito dei libri nelle biblioteche ha segnato nel 2004 il punto più alto nella capacità finora dimostrata di fare advocacy da parte dei bibliotecari italiani. Alcune biblioteche hanno adottato forme innovative di coordinamento, hanno impiegato tecniche di comunicazione telematica, hanno ricercato alleanze con i cittadini (diversi consigli comunali hanno approvato dichiarazioni in merito). La campagna ha conseguito un altro importante risultato: l’accentuazione delle idealità, con il richiamo ai valori della biblioteca pubblica. I promotori di "No pago" rappresentano la punta di diamante di una forma di militanza (proattiva e decisa), di cui la nostra professione e la nostra associazione ha bisogno.
Credo dovremmo sgombrare il campo dai fantasmi della contrapposizione tra "movimento" e "istituzioni", preferendo ipotizzare uno scenario complessivo nel quale la mobilitazione dei bibliotecari, fuori e dentro l'associazione, possa:

- costruire la credibilità e l'affidabilità di figure professionali socialmente sottostimate e spesso portatrici di un basso livello di autostima;
- affermare il valore sociale delle biblioteche, tramite la valorizzazione dei talenti che sono in grado di esprimere.

Il destino sociale delle biblioteche e il destino professionale dei bibliotecari dovrebbe essere la cartina di tornasole di ogni azione dell'AIB.
L’AIB è un’associazione costituita da soci portatori di istanze differenziate, che provengono da universi bibliotecari differenti; soci che tuttavia dovrebbero unire gli sforzi per costituire una piattaforma comune di lungo periodo di cui la tassa sul prestito costituisce un momento importante. Credo sia necessario che l'AIB faccia propria, e sviluppi ulteriormente, questa battaglia strategica a favore dei servizi ai cittadini. L’AIB dovrebbe contribuire a costituire il quadro complessivo della situazione, coinvolgendo tutte le professionalità interessate e necessarie a supportare la campagna con le rispettive competenze. Reputerei una sconfitta che passasse il concetto secondo il quale le biblioteche sono schierate contro gli autori e gli editori, e viceversa. Il nuovo CEN dovrebbe pertanto rivedere la questione e provvedere a rilanciare la campagna informando puntualmente i soci e le biblioteche delle azioni in corso e delle prospettive.
L’AIB dovrebbe inoltre raccordarsi con le biblioteche impegnate su questo tema, per favorire e sostenere indagini in grado di offrire alla professione elementi scientifici sul valore sociale, culturale ed economico delle attività delle biblioteche; indagini che potranno permettere di relazionarci in modo corretto e appropriato con i colleghi di quei paesi europei, soprattutto del Nord Europa, nei quali la tassa sul prestito, a carico degli enti, è stata vissuta come una forma virtuosa di tutela dell'editoria e della lingua nazionale, in un contesto in cui le biblioteche rappresentano istituzioni tradizionalmente forti e ricche. In Italia, dove invece le biblioteche hanno una considerazione sociale modesta (seppure in aumento), dove le pratiche di lettura sono minoritarie, dove l'analfabetismo di ritorno è in crescita, la tassa sul prestito ha soltanto effetti negativi: allontanando gli utenti dalle biblioteche, se fosse a loro carico (ma non sembra questa la prospettiva); riducendo ulteriormente il budget destinato all’acquisto dei libri se fosse a carico degli enti (come pare). La tassa sul prestito, in definitiva, mi pare una soluzione assurda e addirittura controproducente per gli stessi promotori: se infatti gli enti sono costretti ad abbassare il budget destinato all’acquisto dei libri, che vantaggio ne traggono gli editori?

Prof. Mauro Guerrini
Universita' di Firenze
Candidato al CEN dell’AIB

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